Stress lavorativo: ecco come affrontarlo
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6 novembre 2015 - 18:56, da ,

Scadenze incalzanti, ritmi di lavoro frenetici e il tempo che sembra non bastare mai: il lavoro a volte può diventare una fonte di stress tale da pregiudicare la qualità della vita.

Riuscire a comprendere il fenomeno dello stress lavorativo  e imparare a riconoscerne i sintomi sono i primi passi per riuscire a analizzare questa condizione di disagio e provarle a risolverla.


Che cos’è lo stress lavorativo?

Lo stress da lavoro è una condizione sperimentata da chi è chiamato a rispondere a molte richieste sul piano lavorativo ma percepisce di non avere le risorse necessarie per farvi fronte.

In particolare, il processo stressogeno – così come descritto da Selye- si compone di tre fasi: in un primo momento l’individuo si rende conto che ha un esubero di doveri e che deve aumentare le risorse messe in gioco per farvi fronte (fase di allarme), successivamente stabilizza la sua condizione e si adatta al nuovo tenore di performance (fase di resistenza), infine si accorge di non riuscire più a mantenere un così alto livello di prestazione o quanto meno di non essere in grado di aumentarlo ulteriormente (fase di esaurimento). Questa terza fase è la più acuta e problematica, ed è qui che si manifestano la maggior parte dei sintomi emotivi, fisiologici e comportamentali.

Chiaramente, non in tutti i casi di stress lavorativo l’individuo si trova a fronteggiare l’intero processo: le fasi possono susseguirsi o meno, più o meno velocemente, a seconda del tempo di esposizione allo stimolo scatenante e dell’intensità dello stress che si sta vivendo.

 


Quando lo stress diventa un vero problema.

La condizione di stress lavorativo non è affatto rara; sono moltissime le persone che la vivono, ma sono poche quelle che decidono di risolvere il problema: nella maggior parte dei casi si preferisce negare di essere in questa situazione o ricorrere all’uso di psicofarmaci per aumentare il rendimento.

Tra le persone più a rischio vi sono le donne con famiglia, che hanno come aggravante della  condizione di stress sperimentata sul lavoro il dover conciliare impegni lavorativi e esigenze famigliari.

In quanto condizione di attivazione dell’organismo che prova a far fronte ad un’emergenza, lo stress non va inteso come un fenomeno negativo in sé. Se, ad esempio, veniamo coinvolti dal nostro datore di lavoro in un nuovo progetto, ma abbiamo la volontà e le capacità di svolgere la nostra mansione, lo stress si tradurrà in uno stato positivo di attivazione e maggiore vitalità. Diversamente, se il carico di lavoro assegnatoci eccede le nostre risorse di tempo ed energia lo stress produrrà una serie di ripercussioni negative sul nostro stato fisico e mentale.


Alcuni sintomi dello stress da lavoro utili per poterlo riconoscere

Lo stress da lavoro si manifesta con sintomi fisici, comportamentali e emotivi; saperli riconoscere può essere un valido aiuto per riuscire a determinare l’intensità della condizione di stress che stiamo attraversando.

Tra i sintomi fisici possiamo trovare:

  • Emicrania, tensione al collo e alle spalle e dolore o bruciore di stomaco
  • Tachicardia e problemi del sonno
  • Perdita di appetito e stanchezza

Tra i sintomi comportamentali troviamo invece:

  • Maggiore aggressività
  • Istinto a digrignare i denti
  • Tendenza a mangiare in modo compulsivo
  • Aumento dell’uso di alcolici o del numero di sigarette giornaliere per un fumatore

Infine sul piano emozionale lo stress provoca:

  • Ansia e nervosismo
  • Rabbia
  • Senso di impotenza e di costrizione
  • Crisi di pianto

 Qualche spunto per provare ad affrontare lo stress in autonomia

Se la situazione di stress che stiamo attraversando è piuttosto blanda e vogliamo provare a risolverla in autonomia dovremmo iniziare ad affrontarla chiedendoci quale sia la reale fonte del nostro stress: nasce veramente in ambito lavorativo o l’origine va rintracciata in un altro ambito e il lavoro semplicemente ne risente? Una volta chiarito questo dubbio potremo cercare di indagare la specifica causa della nostra angoscia. Per semplificare questo passaggio può forse essere utile cercare di  definire da quanto tempo si vive questa condizione di ansia al fine di poter rintracciare una corrispondenza tra il momento in cui la situazione è iniziata ed un evento concomitante. Per stabilire quanto sia intenso lo stress che stiamo sperimentando possiamo invece domandarci se siamo in grado di staccare quando usciamo dal lavoro o se piuttosto lo stress lavorativo ci sta impedendo di vivere serenamente anche il nostro tempo libero.


Superare lo stress con le tecniche assistite

Quando la situazione di stress lavorativo è troppo intensa e non si può superare in autonomia occorre chiedere aiuto ad un esperto. La letteratura individua due modalità efficaci nella gestione dello stress: le tecniche di rilassamento e la psicoterapia cognitiva.

Le tecniche di rilassamento più diffuse sono la  tecnica di rilassamento frazionato di Jacobson, il training autogeno e la meditazione. Queste tecniche permettono di controllare e gestire le risposte legate allo stress.

La psicoterapia cognitiva, invece, è un approccio terapeutico con evidenze scientifiche che permette di imparare i metodi per gestire l’ansia e lo stress e di modificare i comportamenti disfunzionali che li hanno causati. Questo approccio terapeutico prevede di concentrarsi sul qui e ora e di analizzare gli aspetti emotivi e comportamentali relativi agli eventi stressanti, così da poter trovare una modalità di intervento funzionale per fronteggiare il problema.


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