Neuropsicologia clinica: che cos’è e di cosa si occupa.
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Cervello puzzle neuropsicologia
15 aprile 2016 - 16:34, da ,

Che cos’è la neuropsicologia?

Per definire in modo semplice la neuropsicologia è utile partire dal cervello umano e dalle sue funzioni: si usa spesso paragonare il cervello ad una macchina potentissima, ad  un elaboratore in grado di filtrare gli stimoli esterni e di immagazzinare informazioni per gestirle in un secondo momento.

In realtà, se è vero che il cervello umano è in grado di interpretare correttamente stimoli e informazioni permettendoci di modulare il nostro comportamento finalizzandolo all’ambiente esterno, è vero anche che il paragone con un insieme di circuiti elettronici non è completamente calzante.

Il cervello, infatti, essendo composto da materia organica è sottoposto a un processo continuo di trasformazione: le cellule cerebrali, esattamente come ogni altra cellula del nostro corpo, sono soggette a invecchiamento e possono subire traumi o lesioni che ne possono compromettere la funzionalità.

Spesso, in conseguenza a questi danneggiamenti, può avvenire un’alterazione parziale o totale di alcune funzioni cerebrali e in particolare anche le funzioni cognitive come il ragionamento, la memoria, l’attenzione e il linguaggio possono essere compromesse.

Questo è appunto l’ambito di studi della neuropsicologia, disciplina che indaga le funzioni cognitive e che, da un punto di vista clinico, tratta deficit cognitivi dovuti a lesioni o deterioramenti del sistema nervoso centrale.

 

Quando è utile rivolgersi a un esperto in neuropsicologia?

La risposta è semplice: diventa necessario fare affidamento a una figura esperta quando i danni cerebrali influiscono sulla qualità della vita quotidiana.

Chiaramente, dato che la neuropsicologia indaga la ripercussione cognitiva delle lesioni cerebrali indipendentemente dell’origine di queste ultime, i pazienti che si rivolgono agli esperti in questo campo possono avere storie cliniche molto differenti:

  • Alcuni pazienti presentano danni cerebrali come esito di malattie neurodegenerative ( specie nel caso di anziani che subiscono un invecchiamento cerebrale più rapido e precoce del normale).
  • Altri pazienti, anche molto giovani, si rivolgono a un esperto in neuropsicologia in seguito a lesioni meccaniche localizzate dell’encefalo dovute, per esempio, a ictus, traumi cranici o tumori.

In molti casi il paziente arriva alla valutazione inviato dal medico, che ne descrive la storia clinica e espone i risultati di eventuali esami già svolti; talvolta, invece, sono i famigliari della persona interessata a richiedere una valutazione cognitiva perché hanno notato in lei comportamenti particolarmente strani.

 

Come interviene un esperto in neuropsicologia?

L’intervento di neuropsicologia clinica si può suddividere in due fasi principali: la valutazione cognitiva e la riabilitazione.

  • Nel corso della valutazione cognitiva l’esperto parte da una raccolta di informazioni circa lo stato cognitivo del paziente e arriva a formulare una diagnosi. L’iter diagnostico è composto da una fase detta “di colloquio”, dove incontra separatamente il paziente e i famigliari, e da una fase di testing.

 

  • La riabilitazione neuropsicologica invece è un percorso di ri-apprendimento delle funzioni cognitive compromesse, e viene sostituita dalla stimolazione cognitiva nel caso di pazienti affetti da patologie neurodegenerative,  dove non è possibile pensare a un recupero delle abilità perse perché il declino delle funzioni cognitive è progressivo e costante.

 

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